van Wassenaer Unico Wilhelm

VI Concerti armonici a quattro violini obbligati, alto viola, violoncello obbligato e basso continuo

(Instrumental music)
Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna
Trascrizione a cura di Antonio Frigé
Introduzione di Federico Maria Sardelli

ISBN 978-88-98342-67-9

178 pagine

Per 240 anni i magnifici Concerti Armonici, pur divenuti col tempo famosi, sono restati orfani del nome del loro vero autore. La lunga storia del loro peregrinare da un autore all'altro deve esser raccontata a partire dall'epilogo, ossia quando il musicologo Albert Dunnig scoprì nel 1980 il manoscritto originale nel castello di Twickel, nella provincia olandese di Overijssel, e poté definitivamente attribuire questi celebri concerti «di Pergolesi» al loro vero autore: un oscuro nobiluomo olandese.
Come avevano fatto questi 6 concerti a diventare «di Pergolesi»? La storia inizia – ufficialmente – nel 1740 quando apparvero a stampa a L'Aia, elegantemente incisi su rame ma privi del nome d'autore. La dedica al conte Willem Bentick venne firmata da un violinista italiano, Carlo Ricciotti detto «il Baciccia» (1675-1756), che supplicava il conte di accettare
[...] questo lavoro che è parto d'un illustre mano, che V. S. Illustrissima stima, ed onora, ed à cui ne son debitore per suo riguardo.
Dunque Ricciotti, pur firmando la dedica, si sottraeva da ogni onere additando un'ignota «illustre mano» quale autore della raccolta. Il 18 agosto del 1749 la Haagische Courant dava annuncio di un concerto nella nuova Vaux-Hall dell'Aia in cui si sarebbero eseguiti anche alcuni Concerti armonici composti «by a distinguished Gentleman». È probabile che alcuni contemporanei, gli ascoltatori di quella serata e di sicuro il dedicatario fossero in grado di riconoscere chi si celava dietro al misterioso «distinguished Gentleman». Poco più tardi, nel 1755, il disinvolto editore inglese Walsh mise i posteri su una cattiva strada, piratando l'edizione olandese e ripresentandola col nome di Ricciotti quale autore. Da quel momento, i Concerti armonici diventarono sempre più noti e popolari. Considerando che Ricciotti non aveva pressoché composto nulla in vita sua ed era noto soprattutto come violinista e impresario teatrale, furono in molti a chiedersi come potesse esser lui il compositore di una musica così ricca e profonda.
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