A cura di Antonio Frigé
Introduzione di Enrico Parizzi
61 pag.
ISMN 979-0-705102-72-7
La raccolta Bizzarrie per camera a tre, cioè due violini e violone o cembalo ... opera seconda vide la luce a Roma per i tipi di Giacomo Komarek nel 1703. Come le Sinfonie op. I, appartiene al genere della triosonata, nel quale la capitale pontificia nell’ultimo quarto del ‘600 aveva costituito un punto di riferimento per tutta Europa, grazie alla produzione di alcuni raffinati compositori (tra i quali ricordiamo in particolare Alessandro Stradella, Lelio Colista e Carlo Mannelli) ai quali si unì Arcangelo Corelli, al suo arrivo a Roma intorno al 1675. Ma se le Sinfonie rispettavano fedelmente la forma e la strumentazione della sonata da chiesa, qui siamo nell’ambito della sonata da camera, che offre al compositore una maggiore libertà formale.
Valentini esprime qui, rispetto all’op. I, una personalità più spiccata ed un gusto più moderno. È del tutto originale la scelta di non utilizzare mai movimenti di danza, anche se troviamo numerosi andamenti in ritmo di corrente italiana o di giga.